Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 147
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0155
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to , leggendo : una man tiensi a posta ; ed

10 ho voluto dire così dicendo, che a quel-
la mano non è assegnato altro ussizio, che
quello di rassettarsi ora la parrucca , ed ora

11 collare. Yoi vedrete se ciò sia espresso
abbastanza. In que’ versi che, come voi
dite , fan guerra al guerriero , io ho vo-
luto dipingere un uomo , che essendo
stato alla guerra , parla della fortifìcazione
più tosto da maestro e da ingegnere, che
da novellista ; e perciò non mi son guar-
dato dal mettervi de’ termini , che sono
poco, o nulla nella bocca de’ novellisti ,
ma moltissimo nella bocca di costui. Que
colpi di cannon l’ho messi per esprimere
il rodomonteggiare che fa costui ; siccome
mi par che faccia il march. di Mascarille
nelle Preziose , che inostra un colpo di
bomba ch’ egli ebbe in una gamba. Se poi
quel verso : E in mezzo clel casfò ec. vi
piace tanto come voi dite, dovete averne
grado a colui che me lo ha quasi dettato;
siccome di quel dialogo che tanto vi pia-
ce ( il che a me senza fine piace ) dovete
averne tutto il grado al cavalier Ughi ,
cicisbeo altra volta di, Madama, il quale non

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