Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 189
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0197
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Inedite. 189

poche ragioni trae fuori, onde l’animo si
mova del vostro Cesare ; poco valéndo a
ciò il dire che insegnando voi alle gentili
jnuse una lingua rozza , cosx faceste como
un fiume fa . Ma voi direte che corne il
fìume va a fìnire rallegrando gli ozj di Ce-
sare, così intendete far voi. Ma questo rni
par poco appresso quelio che io aspetterei
dopo quel soccorri, e a non temer confor-
ta ; e questo poco rni par poco spiegato ;
nè fbrse cos'x di leggieri s’ intendei’à quai
similitudine abhia o tra il fìume e voi, o
tra l’ uso che ha un fìume di dar solazzo
a un imperadore, e l’invocazion di rxn poe-
ta che chiede ajuto e mercè dal medesi-
mo. Tal fu mia viente te, nume, invocan-
do. Catullo non usò niuno di quegli argo-
inenti che io esigo da voi ; ma egli non
chiedè ajuto; solamente fece un’offerta, ed
usò tutti gli artifìzj che si richiedeano ad
amplificare modestanxente il valore della me-
desinxa, ed obbligar l’animo di Cornelio a
riceveida volentieri . Diede al suo libro la
minor lode che dare gli si potesse : Lepi-
dum novum libellum arida pumice expoli-
tum. Mostrò modestia e timore con la du-

bita-
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