Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 195
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0203
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èofsrirei di sentir dir male delle cose vo-*
stre. Pochi poi sono quelli, del cui giudi-*
zio vogliamo curarci noi che siamo iiloso-
ii , se già noi fìlosofì non vogliamo curar
moìto una gloria che siamo soliti di disprez-
zare. Tuttavolta per quel che sen&o da ah
cuni , non piace molto a chi vi ha letto ,
una certa foresterìa sparsa quasi per tutto,
dicono essi , ne’ vostri dialoghi , che non
gli lascia essere così italiani, come vorreb-
hono . E per essere più italiani pare ad ah
cuni che dovessero essere ancor più serj ,
xion mancando chi venga in sospizione che
voi abbiate voluto mettere in burla il si-
stema del vostro Dio . Ma , corne dico, dei
mio giudizio nulla, e deH’altrui poco pos-
so dirvi. Gio: Pietro non entra gran fatto
in coteste materie, e se si avvolge alquan-
to nello stile, veggo che si imbarazza nel-
ìa soresteria, la quaìe nè a lui, nè ad al-
tri che se nesdegnano, non lascierà parer
buono nè pur quello che pur tale sarebbe ,
quand’anche fosse ornato alla chinese. Ma
io vi scrivo ciò che voi sapevate, o alme-
no potevate indovinare prima che io il vi
scriyessi. Come avre&no altri esemplari, fa-
N a

remo
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