Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 207
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0215
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Inedite. 307

fanto ciò , clie scritto a voi esigerehbe più.
lungo ragionamento ; perchè se io conosco
ben voi_, come credo, voi non potete pren-
<3ere opinione alcuna, nè ingannarvi pure,
se non per ragione; e se voi conoscete ben
me , saprete eziandio quanto io sia poco
atlo a concepire tali ragioni , e meno a
scriverle . Per soddisfar dunque al deside-
rio vostro dirò che Poìianzio mi parrebbe
più cortese , se avesse perdonato al Caro
quel vi salij' sopra (T. VII. p. 2,65.) che di
vero il subeunt in quel luogo di Virgilio altro
non è, che un salir sopra; perchè subeunt
agli estinti ; e il subire agli estinti altro non
è, che un salir combattendo sopra le ruf-
ne delìa torre. Vegga poi Polianzio di non
voler troppo dal Caro, volendo ch’egli cli-
stingua (ivi p. 274*) la rissessione dei raggì
dalla rifrazione , e che piuttosto dica sog-
getto, che tenuto ; quando cln di nulla è
tenuto ad alcuno , non gli è certamente
soggetto; perciocchè colui, ch’è soggetto ,
è tenuto agli uffìzj uella soggezione, e per
questo stesso è soggetto . Però ben fa Po-
lianzio a dichiararsi di voler tralasciare que-
^te due accuse ; ma parrà ad aicuno che

egli
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