Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 209
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0217
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Inedite. 209

la somigliante clelle donne ; la qual grazia
clice Polianzio cìi ayer pure presa cla altri -y
nè lo direbbe, se non ne fosse invaghito.

( pag. 248. ) è egli il pià fedel vocabolario
degli autori, che prende a tradurre, il che
ha molta verità e molta grazia, non so se
molto della nostra urbanità (pag. 286.) col
grcco mai nulla guastossi. Io vi ho accen-
nato alcuni luoghi, la cui grazia parmi c’ne
abbia non so che di forestiero ; ed io vi
mostrerei una tale foresterìa, se così losse
facile scoprir cjuesta , come cjuelli; ma cre-
do che Polianzio stesso vi sentirà egli pu-
re deilo straniero , e per poco che egli ri-
cerchi s animo suo , troverà non essergli
cjuesti venuti in mente se non da fonti ol-
tramoutani. Nè dico io già che quivi non
sieno clelle grazie, dico che sono non co-
sì vereconde, corne le italiane, e che Po-
lianzio le avrebbe fatle parer nostre , se
avesse loro insegnato di essere più. mode-
ste . Dovunque io vada , Vergilio , quasife-
del compagno , mi segue. Polianzio vuol di-
re che Vergilio corre la posta con lui, co-
sì direbbe un Francese . Un Italiano più.
dilicato direbbe sorse prima : Che altro si
To: XII. O pregia
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