Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 218
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0226
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s 18 Lettere

ro, che non avesse bisogno di esservi spie^
gato dai comentatori; giacchè per mia sven-
tui’a io doveva avvenirmi in comentatori-
tali. Ma, caro Algarottino mio , che èciò?
E donde mai nacque che io dovessi per-
der tanto dell’ amor vostro , senza scemar
punto del mio? E che vi feoi io mai, on-
de dovessi fìnalmente divenirvi sospetto ed
odioso? Oh come il tempo se ne porta in-
sieme con noi ogni cosa ! Ma lasciamo un
lamento omai lungo e troppo vano, e tor-
niamo alla lusinga dell’ amor vostro , che
più mi piace. lo voglio ancor persuadermi
che voi mi amiate, e sì voglio persuader-
melo e sì mel persuado, che voglio anco-
ra pregarvi. Qui si pensa di dar fuori un
terzo tomo di lettere , e vi si pensa dad-
dovero. Voi mi scriveste già che assai ne
avevate delle mie non date fuori , e che
me le avereste mandate quando ne fosse
bisogno . Allora parmi che vi pregassi a
mandarmele con vostro comodo. A quella
preghiera convienmi ora aggiungerne un’al-
tra maggiore, ed è che prima di mandar-
mele le rileggiate, non tanto per sottrarle
quanto si può alle interpretazioni , che vi

dispia-
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