Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 222
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0230
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd12/0230
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
£22 L E T T E R. E

sare corae una espressione , in cui era iò
sicui’o che voi non avevate .posto malizia
alcuna, ma che agli altri sembrò cosa trop-
po grave per preterirla é Io non so poi su
che vertano le altre note * che mi è stato
detto si facevano a coteste lettere , e lo
saprò col pubblico insieme quando esse ve-
dran la luce . Del resto io ho ordinati a
questi dì parecchi fasci di carte che io ave-
va alla rinfusa, per trarne fuori quelle let-
tere vostre che da me desiderate $ e farò
che le abbiate il più presto che per me
si potrà. Vi giuro che l’unica cosa che in
questo affare mi è dispiaciuta , si è ch’al-
tri abbia potuto credere che voi non mi
amiate quanto so pur fate. Se io arai voi,
non accade, cred’io, che vel dica5 poichè
oltre che il fo spontaneamente, la gratitu-
dine da per sè sola mi costringerebbe a
farlo : divinità possente e massima presso di
me . Quod placeo, si placeo , tuum est. Io
ani fo gloria di dirlo , e più me ne farò,
se potrò mai provarlo con l’opera quanto
io v’ami e quanto io sia .
loading ...