Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 227
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0235
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I N E D I T E , 227

Jie ; e potrebbe qui uuo dire di esser Lo-
ckista senza avere da vergognarsene, e sen-
za cader per questo in sospetto di essere
un infedele; ed abbiain qualche dama, ch©
si vanta di avere studiato il Locke ed ap-
paratolo , nè è riguardata per questo con
ribrezzo, nè è caduto in sospetto di infe-
deltà chi glielo spiegò . Io non prenderei
già a sostenervi che il Locke non avesse al-
cune proposizioni, che diffìcilmente possa-
no accordarsi con ia religione ; che troppo
più ci vorrebbe, che la lettura , ch’io ne
feci una volta, per mettersi a tale impre-
sa. Dicovi solo che il Locke ha moltissime
proposizioni, o vere o false che sieno, le
quali di nulla turbano la religione, e que-
la , di cui tanto i Lockisti si vantano , e
per cui volgarinente si distinguono dagli
altri, e che tanto inculca il Locke , cioè
che tutte le idee vengano all’animo per
raezzo dei sensi, è proposizione, che mol-
to prima del Locke si insegnava dai nostri
scolastici, che nulla più spesso avevano in
bocca di quel trito proverbio : JVihil est in
intellectu, quin prius suerit insensu; il clie
cssendo, può uno esser Lockista senza op-

P a pot'si
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