Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 248
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0256
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L E T T E R E

avea dato rindirizzo. Ma egli, clie si cre-
dea di dover avere occasione, 11011 l’haavu-
ta, ed ha JSnito oramai di sperarla. Così
ha mandato gli esemplari a me , che spe-
ro inviarli a Roma quantoprima. Per altro
intendo che il Papa ha già sentito i ver-
si, che voi avete preparati in sua lode, o
lettigli , o recitatigli da chi gli ha appresi
a memoria ; di che non vi scrivo più mi-
nutamente ; perchè quegli , che in Roma
mi favoriscono , sono due ; Puno (e que-
sto è, di cui parlo) fa più che non iscri-
ve, e l’altro (e questo è, da cni Pho in-

teso ) più scrive , che non fa . Non è po-

co trovar nella corte di Roma uno , che

più abbondi di fatti che di parole . Co-

munque siasi , siate certo ch’essendo l’af-
far vostro, lo riguarderò come mio . Rin-
graziovi senza hne degl’involti mandati da
voi a Lipsia ed a Berlino per conto mio .
Vedremo che ne diranno. Vorrei che Mau-
pertuis potesse essere in istato di dirne ,
quand’anche dovesse dirne male; ciò, che
non credo farebbe , essendo tanto yostro .
Ma se è morto, non è piùvostro, nèmio.
Ed ecco dove finisce tanta scienza . State

sauo
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