Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 319
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0327
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Inebite» Z i g

chè il giudizio è sciocco per sè stesso . II
giudizio era presso a poco concepito in que-
sta raaniera . II libro da alcuni non è sti-
ruato per cagione dello stile cbe è secco ?
e per la troppa libertà che vi è di pensa-
re ; della raateria poi che si tratta non par-
ìano } perchè non è intesa che da pochi .
II bello sarebbe sapere il giudizio di quei
pochi ; perchè di quelli che non la inten-
dono io non saprei cosa farmene. II mar-
chese Guido ha già letto tutto il prirao dia-
logo , il quale lo ha invogliato a leggere sol-
lecitaraente anche gli altrì. Da lui già mi
aspettava quel giudizio che mi proraetteva
il suo buon discernimento . Egli lo trova
chiarissimo, e pure non ha studiato fìloso-
fìa, che dal pad. Gollina, sicchè egli non
ha mai sentito parlare di vortici . Egli lo
trova tutto sparso di tratti gentili e brillan-
tì, e in fìne pieno di dottrina e di piace-
volezza . Io non ho avuta poca consolazio-
ne sentendo che si fac.cia quella stima del
vostro libro che in fatti esso merita . Al-
tre volte spero che ve ne scriverò più a
lungo .

II signor zio vi promette di fare quelle

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