Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 380
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0388
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38(5 L E T T E R É

fce della Iunghezza delle orabre * Si erano
alzati a questo fìne dei gnomoni e degli
obelischi, come si legge in Plinio lib. 2,i
cap. 72. 73. 74* Vitruv. lib. g. cap. 4* ì
più grandi obelischi erano in Egitto . Giu-
lio Cesare e Augusto ne fecero trasportare
alcuni in Roraa tanto per ornamento, quan-
to per deterrainare le misure delie orabre,
Questo è quanto si parla di Cesare nella
detta prefazione . Ho cercato nella crono-
logia del Riccioli, se vi fosse cosa che fa-
cesse al proposito nostro , ma non vi ho
trovato che confusione, e il tutto scritto
senza ordine e senza chiarezza, corae è iì
solito di queli’ autore. Egli dice che non
si sa precisamente qual forma d’anno si te-
nesse prima della correzione diCesare. Le
intercalazioni erano introdotte dai pontefi-
ci, i quali alle volte le trascuravano , all©
volte le accrescevano secondo il loro ca-
priccio, o più tosto secondo che volevano
prolungare o una dittatura , o un consola-
to, o altra carica della repubbiica. Giulio
Cesare stabilì F anno di 365. giorni con
l’intercalare ogni quarto anno , siccome si
è costuraato fino al tempo di Gregorio XIII

Sic-
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