Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 383
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0391
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I N E D I T E . 585

Mi cliiedete che io faccia una picciola
scheda sopra Fastronomia di quei tempi ?
e sopra i progressi che ha fatto ai nostri
dì. Permettetemi che io il differisca a quest1
altro ordinario, sperando di servirvi meglio^
non volendo ora azzardare alcuna proposi-
zione , di cui non ne sia ben sicuro . Per
quanto desideri d’essere sollecito con voij,
pure non ho trovato tempo per servirvi <.
So che voi ne incolperete le acerbette po-
ma, ma avete il torto. Passo delle setti-
mane intere senza vederle, e poi tratto una
bella cantatrice, che mi fa scordare di lei.
JLentescunt tempore curce , vanescitque ab-
sens, et novus intrat amor. Ho chiesto a
mio zio qualche correzione sopra la vostra
traduzione di Petronio ; egli ha promesso
di farne, e da lui forse le riceverete. Non
così le correzioni del Laghi. Questo coglio-
ne , dopo aver tenuto il vostro libro ben
due mesi, mi ha risposto di non averlo
finito dileggere, e d’essersi scordato alcu-
ne annotazioni, che vi aveva fatto sopra „
Io mi sono fatto restituire il libro, e Pho
mandato al diavolo . Qui i vostri araicà
stanno aspettando il Cesare, o per dir me-
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