Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 407
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0415
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd12/0415
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
ÌNEBITEo' 4°7

quale mi riempi di somma consolazione ,
e direi anche di somma dolcezza, se i ver-
si di Mentore non m’avessero nauseato lo
stomaco ; ma io vo’consigliarlo a lasciar il,
tenero, ed appigliarsi al sodo ; che in tal
guisa incontrerà meglio il genio della se-
ria grave e prudente madre , e della cor-
tese leggiadra e vezzosa sorella del nostro
Checco. Certo che non è da porre in dub-
bio che le belle qualità di coteste dame
non mi rapissero, s’io ci fossi ; che tali ne
ho io riconosciuto nel fìglio e fratello lo»
ro , e con tal effetto ; checchè ne dica il
troppo rigido guìdatore. Godi pure , o M'en-
tore, di tanto bene, che anzi ch’invidiar-
telo, teco me ne rallegro, siccome quelìa
che omai non sono in istato se non di go-
dere delle avventure de’miei amici. E te-
co pure m’allegro, Telemaco , che se in.
tre dì hai potuto degli amori di tre diver-
se nazioni gustare, non passerà un anno
che di tutte quelle del mondo avrai gusta-
to ; e sì potrai dare agli altri d’ allora in
poi lezioni d’ amore eruditissime ; nè mi
meraviglio, se hai alquanto più brighe del
solito ; ma t’accheta, che saranno da non

C c 4

so-
loading ...