Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 419
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0427
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Inebite. 419

dizìone. Or vengo, per non recarti più te-
dio , massime in si grave afssizione , agli ul-
timi sensi della tua lettera, dove per ciò
ehe risguarda ai Cantarani, dicoti che rioa
occorrono più , poichè la mia suocera si
vuol far essa quest’ onore . Mando bensì
quanto tu m’ imponi , il cui conto porrai
poscia in quel delle cere o d’aìtro, di che
sovente ti vo’gravando. Ma quanto al bur-
rò , il ti raccomando , perchè tu sai che
niio non è, che sono donna pazientissima,
ina del fratello impaziente più d’ogni altro
uomo, Ma che fo io? E con chi penso di-
scorrere? Compatite, se con termini trop-
po familiari ragiono con voi. Sapete per
altro quanta è l’estixnazione, in che vi ten-
go , la quale, benchè vi parli in seconda
persona_, trapassa anche il numero del tre.
A Russo poi ci fui per poche ore, e tor-
nai. Egli mi sembra per me un luogo trop-
po maninconico, suggerendomi sempre ul-
la mente chi solea renderlo arneno e gio-
condo, e che ora non v’è. Starò qualche
tempo a tornarvi, dovendo servire in que-
sta sua seconda funzione la signora Laura.
Ghedino, di cui chiedete come stà in mia
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