Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 420
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0428
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^jZO L E T T E R E

grazia, al solito, vi rispondo, e nulla più
e d’ora innanzi anche meno; non avendo»
egli, col suo sonetto mandatovi pur da me
potuto incontrare la vostra approvazione,
Ma io non vo’più allungar le mie ciance.
Amatemi e state sano „

Molto ti'sono tenuta , o Zanotto , che
abbia tu voluto coi tuoi caratteri supplire al
corto spazio permesso all’ altro Checco di
scriver in tanta sua afflizione, e te ne rin-
grazio anche molto. Compatisco poi Fafssi-
zione, di che non puoi far di meno di non
esser entrato a parte , stando tra persone
dolenti e travagliate, e vedendo perder ta-
le, di cui come sapevi la somiglianza del
sangue , cosx potevi argomentarne quella
delFindoie del fratello , e levarti fondata-
mente a somiglianti speranze. Ma io spe-
ro ch,e da tanta afssizione vi libererete tut-
ti, come che sia. A Checco viniziano non
ho saputo trovar miglior consolazione, che
dal vangelo delF ascensione di Cristo . La
vi sarà per te pure nella stessa storia , se
ne hai bisogno . Di m. Laura e del tuo
epigramma per essa non ti dico nulla, che
assai ne parlo al viniziano, con chi pnoi

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