Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 423
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0431
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd12/0431
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
IWEDITEA

feìie io rion ne dessi anche qualch’ esterno
segno con le raie lagrime, che certo non.
ho potuto in tal’occasione trattenere , fa-
eendomi una straordinaria tenerezza raspet-
tazione > in cui poteva con ragione esserò
tutta la casa vostra e voi della singolare e
bella riuscita, che avrebbe fatta un giorno
quest’araabil fanciullo. Ma le cose ragguar-
devoli e grandi sono rare al mondo , non
che in una casa. Però, Checco mio caro ^
pensate a conservar voi sano e prosperoso,
acciocchè possiate corapensare una sì gra-
ve perdita. In questo vostro travaglio , che ,
perchè appunto vostro, io chiamo e sento
mio , non trovo cosa, che mi consoli più^
quanto il pensare che voi abbiate presso di
voi il divino Zanotto > il quale saprà e po-<
trà alleviarvi le vostre pene con la dolcez-
za di sue parole, 1 a gravit'à de’ sentimenti
e la tenerezza dell’afsetto . Ah ! perehè non
è il mio pure ornato di soraiglianti pregi?
ehe quanto io sono ardente e sineera, ah<
trettanto sarei fortunata^ e allora finalmen-
te potrei lusingarrai di potervi recare al-
cun conforto. Ma da poi che io conosco
di non poter giugnere a tanto, abbiate al-
D d 4

meno
loading ...