Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 433
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0441
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd12/0441
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
INEDITE. 4^3

quella ventura avranno, che le passate han-
no incontrata. Io deposi sopra le spalle del
march. Fabio, come d’uomo, e però più
forte, il peso di quel cotal copista. Ed egli
lia già intrapreso Taggiustamento della dif-
ferenza; ma colui va adducendo ragioni che
par che il marchese penda dal canto suo .
Con tutto ciò ha risoluto di chiamar am-
hedue, dico Marco e’1 copista, e vedere
cosa si può fare per terminar questa cian-
cia. Stà pur sicuro che si terminerà con
quel men di male che si potrà. Quanto
al cordone e a la lanterna, tosto che Fa-
gnano ritornerà faremo che tu abbia soìle-
citamente Funo e l’altra. Non così solle-
citamente dirotti far della polvere d'archi-
bugio ; perchè per le disfìcoltà, che pon-
no esser nell’introdurla in Firenze, conver-
rà aspettare la venuta costà di persona, che
inosservatamente la porti ; qual sarebbe ap-
punto monsignor Albergotti, se gli scrupo-
li non lo tratterranno dal farini questo fa-
vore , com' io certo il pregherò e scongiu-
rerò quanto posso. Ma non vorrei che tu
con tal merce entrassi in pensiero d’ir al-
la guerra ; perchè me ne saprebbe troppo
To: XII. E e male
loading ...