Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 42
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42 LeTTERE

puto rinvenire nè pur minirna cagione per
condannarle ho rimesso il mio animo in
assetto , ed ho concluso finalmente che il
tacer vostro non poteva esser sintomo di
sinistro presagio alla nostra amicizia . Io
credo che le nostre menti soggiacciano al-
le loro inappetenze, come gli stomachi no-
stri : ma so aìtresì che tutte le inappeten-
ze non sono funeste ; nè sono mai giunto
a temere nella vostra svogliatezza un prin-
cipio distruttivo dell’amor vostro . Povera
scuola socratica, se dallo schiccherar d’un
foglio dipendesse l’esistenza dell’ amicizia !
Non si amavan forse i viventi, prima che
gli Egizj i Fenicj ( o chiunque sia stato )
s’avvisassero d’inventare i caratteri ? Gli
animi accordati con certe scambievoli pro-
porzioni, hanno fra diloro, come le cetre,
una corrispondenza arcana, per Ia quale a
vicenda perfettamente s’ intendono , senza
verun bisogno di quei materiali veicoli ,
co’quali unicamente san far commercio di
pensieri i profani.

Mi fu carissimo il dono de’vostri Dia-
ioghi, ch’io rilessi per la terza volta, con
tutta l’ayidità della prima: e mi parve ch'

essi
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