Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 216
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0170
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zi G Lettere

prio , V abbraccia, che della teri'a , è lontano
e deviato . Che se l’autor non usa che currit,
gli è perchè si sottintende est così a mare co-
me a tellus . Nè di questi sai'ebbe proprio cer-
tamente il currit, coine lo è del sydus . Direi

E tun pianeta pur trascorre e l'altro,

che corrisponde più a l’ oi'iginale, ovvero

E V un pianeta e Valtro alluma e scalda .

Toltone quel verso , mi sernbra miglioi'e la tra-
duzione e più magnifica .

Quel no?z sazio ancor di domùiare

per nec satiatus erat seguito poi dal verbo ,
che finisce l’orazione, lia una particolare gra-
zia e maestà.

Sono pienaxnente conformi gli altri quattro se-
guenti. Piacerebbe a me che quel ricca d'oro
fosse posto dov’ è Terra alcuna, e si dicess©

e se rìposto seno ,

Se terra alcuna ascosa ancor giacea,
Ricca d' oro , inimica era di Roma .
x5. Yers. Su la dura casacca un dì dell'irto ec.

l' un di siccom.e queilo, che .si riferisce a du~

ra,
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