Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 167
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Inedite. 167

zion presso i suoi cleila sua qual clie sia
traduzione . Ma nella nostra lingua, e se-
condo lo stile tornato in uso a’ dì nostri,
la Dio mercè , suonano troppo inale cjue’
modi di dire stemperati di Petronio , e
que’ suoi strani ecl inetti concetti . E da
voi, che avete cl’ essa lingua succhiato il
puro purissimo latte , e i cui priinitivi
frutti sono stati squisitissimi , aspettano
ed esigon gl’Italiani vostri le cose auree
del secol d’Augusto , non le corrotte clel
se.colo diNerone. Eccovi in genere i sen-
timenti miei . Yedrete dal foglio quel ,
che in particolare ho notato . Ma questo
e quello sottopongo del tutto al giudizio
Vostro, contento assai d’avervi ubbidito .
E se cosa avessi cletto, che a voi non pia-
cesse , o se troppo mi fossi arrogato , ab-
biate quella per non detta, e questo egual»
mente per non fatto . Io vorrei pure che
delle venture vostre mi scriveste alcuna
cosetta. Io non vi chieggo nuove di stato,
che coil ragione potreste negarmi ; chieg-
govi di saper di voi , a che l’amicizia mi
dà tutto il diritto , e chieggone per alle-
grarmi con voi, se buone me ne darete ,

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