Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 171
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0179
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IlSsEDITE. l'Ji

a suoi seguaci

La G-loria questa, ìu Jin rcnde mercede .

II vcrso tralasciato

Et cjuasi 7i07i posset tot teilus ferre scjjulcra
'JDivisit cineres .

Egli non si niega ; è cattivo . Ma clii tracluce
ha obbligo cT esser fedele . In questo poeraa
poi chi volesse lasciar indietro tutto ciò , ch’è
cattivo o freddo , costui si troverebbe di trop-
po imbarazzato .

102. E da fimesta

Caligùi de7isa oppresso tutto e '7igombro .

Nam spiritus extra

Chii furit, esfusus funesto spargitur cestu .

Non si spiega il sentimento dell'autore , cb’ è
non sol della caligine , ma delle siamme su-
neste, che per furibondo spiritó dalla voragi-
ne esalando , si dissondono per li campi vicini .

107. Ivi 77077 canka amore

JPergii ombrosi arboscelli ilpi77-to augello ,
Ne la dolce stagion di primavera.

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