Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 276
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0284
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd13/0284
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
276 L E T T E R E

vasi a dare risposta a que’pochi versi, che
mi lasciai sfuggire dalla fantasia sdegnata
ed incauta , io non entrerò più in questa
lizza, e piuttosto consacrerò la penna a
soggetti più lieti e più tranquilli . Ma se
io non oso più entrar nella guerra lettera-
ria, vengo a suscitar lei, perchè tosto vi
si ponga ; ed ora le ne dico il perchè. Tro-
vai ultimamente nel giornale , detto d' Ol~
tremonte , di quel Gesuita , che è piutto-
sto il Zoilo che l’Aristareo de'dx nostri 9
riferito compendiosamente l'estratto di cer-
te ì'iflessioni sulla Pittura del marchese d‘
Argens, nelle quali per lunghi rigiri ardi-
sce di contendere , e di usurpare la pal-
ma della pittura a’ nostri valenti raaestri
italiani. II critico vi rilera frequenti bu-
gie, e certi sconci paragoni, a rispetto des
quali ci sarebbe per niente quel detto di-
leggiato dal Casa :

L'uno era Padovano, e l'altro laico.

Io mi lusingo bene che Y. S. I. non
vorrà lasciare invendicata l’Italia ; nè vor-
rà che quelle nazioni ci tolgano quei van-
to, che, come già i Romani a’ Greci, es-

se
loading ...