Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 282
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2.82, L E T T E R. E

gari, sapendole ben convertire in uso no-
bile ? siccome sanno i valenti cuochi dalle
erbe più comuni comporre i più leziosi e
squisiti condimenti. La pittura che ella fa
in breve campo deli’opera è tale, che nè
più vaga , nè più acconcia può desiderar-
si, e che dee vincere al certo il villerec-
cio amore di Fillide . Ma le grazie hanno
certainente adornata quella gentil fantoccia
e quel misterioso ventaglio, i quali potreb-
bonsi riporre nel museo di Citera insieme
col cintiglio diYenere; e piacemi somma-
mente che non vi siano dipinti que’ mostri
cinesi, i quali io prenderei per simboli del
disordine, e di cui non alle grazie, ma
ad un cieco genio deve attribuirsi il ritro-
vamento . Ella in somrna tutto ne’ versi
suoi trasfonde Catullo, qualor tratta le gen-
tili materie, ed Orazio nelle gravi. Felice
chi può, come V. S. I., arricchire la pa«
tria lingua di nuovi tesori, e carpir corona ,

Unde prius nulli velarinc tempora musce.

Io al par d’ogni altro ho mirata con oc-
chi appassionati questa nuova carriera ed
holla tentata, ma non so con quale riusci-

mento.
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