Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 285
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0293
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I N E D I T E. 285

i Greci. La Gabrielli gentile dotta ed ar-
moniosa dolcemente lusinga gli ascoltanti,
siccome pure al parer mio può perdonar-
sele quel poco di afsettazione, che ad ora
ad ora ne’suoi gesti si vede trasparire . E
vedendola comparire nella scena sonomi ri-
cordato di que’ versi di Ovidio :

Quales aucLire solejnus
Najadas et Dryadas mediis incedere sylvis,
Sì modo des illis cultus similesc/ue paratus .

Y. S. I. saprà come si era attaccata guer-
ra tra il Frugoni e i R.eggiani. Avendo egli
inteso che da questi ultiini non approvava-
si l’opera da lui composta ; il che non era
del tutto vero ; scrisse un cattivo sonetto
contra di essi, certo più degno di Mevio
che di Orazio ; al quale da incerta mano
venne pronta risposta , la quale altamente
il ferì. Ma ciò che più gli dispiacqtie fu
l’essere riconvenuto dal signor du-Tiliot,
e impostogli silenzio . Ne fece egli dipoi
lettera di scusa col marchese Mari, ed io
nell’ accademia nostra in una canzone in-
serii le lodi sue ; al che egli tosto corrispo-
se con un sonetto di mediocre bellezza.

Sg-
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