Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 290
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0298
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd13/0298
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
2Q0 L E T T E H E

lusingandoini di poterla qualche giorno in-
tendere. Ho avuto l’ardimento di tradurro
il poemetto del Pope intitolato il Messia,
e forse ne sono venuto a capo. Ho amini-
rato in esso Ia copia delle immagini, conte-
nendosene una nuova per ogni verso : e
credo che non siamo in ciò con lui del
tutto d’accordo noi altri Italiani, cui pia-
ce minor frequenza di pensieri, e più fì-
nitezza nel lavorargli. E ciò sia detto cora
riverenza di quel sommo poeta, il quale
venero corne uomo divino. E chi non può
non ammirare quella soinma brevità sua ,
la giustezza dell’espressioni, e la proprietà
degli epiteti? Certo che è stato audace il
tentativo mio di voler tradurre un poema
sx difhcile, mentre dovrei actendere alla
cose proprie de’principianti ; rna il mio ge-
nio portato ai versi ne è in colpa. Desi-
dero in ciò da lei consiglio e direzione per
istudiare quelia lingua, che ella possiede
al pari degli Addisson e degli Swift ; e de-
sidero nello stesso tempo Ponore de’suoi
comandi, mentre sono pieno di rispetto .
loading ...