Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 295
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0303
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Inedite. 29 5

lo vedo ; ma i difetti sono troppi e trop-
po frequenti. Ma ini do a credere che un
Inglese vi troverà entro certi vezzi , che
non è dato di scoprire a coloro , i quali
iniziati non sono ne’ inisterj della lingua .

Qui si va mettendo in ordine la rappre-
sentazione del Cesare, ed io credo che in-
contrerà poco per l’incapacità di chi eser-
cita i recitanti, per l’ignoranza di questi,
e vieppiù per l’imperizia degli uditori. Mi
spiace che il Yoltaire dovrà portar la pe-
na di esser malmenato al pari di Cesare .
Ma qui vi vorrà una stoica pazienza , ove
il rimedio è tanto difsicile.

Io non sono stato ozioso in questo frat-
tempo. Stanco di tradurre, ho cornposto
una tragedia sull’argomento stesso dell’^rr-
stodemo del Dottori, ma per via del tutto
opposta a quel corrotto scrittore del peg-
gior secolo. La via che ho tenuta non è
nè greca nè francese ; non volendomi al
più discostare dalle regole, siccome pure
non piacendoini di abbandonare quellavia,
che conviehsi al moderno teatro . La mia
tragedia, che s’ intitola ^ gli Epùidi {=2 sic-
come è stata composta in meno di due me-

T 4 si,
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