Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 311
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0319
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Xnebite. oiì

le e i Montesquieu. Io pertanto sono de-
bitore a V. S. I. e per l’onore che ella
mi fa nel dono del suo libro, e pel piace-
re intimo che mi ha procacciato con tale
lettura. Nel nostro paese tardi peryengo-
no sì fatti libri, o non mai : nou così se
fossero o romanzi, o commedie in versi
marteliiani, o lettere critiche . Hic meret
cera liber sosiis. Tale è l’infelicità di que-
sto clima, poco illuminato dai raggi della
vera dottrina. Spedirò fra poco in Bologna
una mia fatica già terminata al sig. mar-
chese Albergati, il quale pregherò a co-
municarla a Y. S. Illustrissima. E questa
una tragedia di cui già le scrissi, intitola-
ta gli Epitidi. Ho tentata una yia che par-
tecipi del greco, e in parte del francese ;
studiandomi d’incontrare il genio del po-
polo, senza trascurare quello de’dotti. Non
m.i sono potuto indurre a quella varietà
dello stile greco, che ammette nella trage-
dia caratteri quasi plebei, coine sarebbe a
cagion d’esempio il Tesippo del Lazzarini,
o il Nunzio di Gorinto in Sofocle. In coin-
penso ho mantenuto al più che mi è sta-
to possibile quel <po/3a><;, xxi txtas dell’antico

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