Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 365
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0373
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd13/0373
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
Inedite» S65

jo non isbaglio . Quantunque io legga po?
chissimi moderni, troppo riinanendomi an-
cora a leggere degli antichi, avrei gran va-
ghezza di leggere questo libro , o almeno
sapere che cosa concluda . In verità que-
sta nostra moderna poesia mi pare che si
sia ridotta ad una mera prosa riinata. Per
questo yi è tanto numero di pretesi poe-
ti. Ma in tutt’i ternpi vi sono stati quelli,
che da Bacco nelle Ranocchie di Aristofane
sono chiamati iirKpvwià'ì;, xxì rcosj,vk(jtoiTst,
XiS'óvuv sjLxtjHx ( Piaspolli , ciancieri , musei
di roncliiielle ) , e guasta - mestieri Xasiurxi
nipyvn, tra’quali è vano il cereare o?is pìi^
sjt« yiM'Mov Xocxoi. ( Chi serbi un nohile corag-
gio. ) Dove si sente più qualche cosa di
generoso e di ardito? che quel Comico chia~
ma 'Toivrovt <ri TrxpacKtxivH'vvvvpivov (audace co-
sa . ) Io non voglio già rx irctpaxiv^vviorua -
rrxrct. ( cose audacissime ) anzi piuttosto rx
xTottx xou' yeXoìa ( cose assurde e ridicole) del
secolo passato , ma desidero., che se ne’
componimenti poetici si scioiga il numero
e la rima , vi appariscano tuttavia disjecti
membra poetce . Ma in oggi tutto è ridot-
to a un certo gusto . In buon’ora, sia il

solo
loading ...