Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 369
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0377
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd13/0377
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
ì N E D I T E .

tìchi ; e della veniistà de’ nostri buoni ita-
liani ; nè vi mancano in. varj ìuoglii delle
vostre epistole le maniere usate dai greci.
Le sentenze sono d’un uomo fìlosofo insie-
me e pratico degli affari , e tale quale lo
voleva Plutarco : TeXs/aj (diceva) àvSptÓTrxs »yS-
sxut nroìi S'uvusiivon 'stìv ttòKitikhv S'uvupuv pu%ai xcts
Xiputjoti t« tpiKouotplci ( Perfetti quegli uomini
io creclo, che han savuto la politica forza
unire colla filosofia ) con queì che segue .
Mi riservo nulla di ineno a parlar dei ver-
si vostri , siccome anche degli altri due
poeti a miglior tempo , perchè adesso ho
un indiavolato codice greco tra mani, che
mi bisogna copiare , e di un sì scellerato
carattere , che mi mette tal volta d' un
umore d’ammazzare il Tentamila: e il peg-
gio è, che mi bisogna renderlo presto . Je-
ri ricevei la vostra lettera. Che vi è mai
venuto in testa? La mia orazione detta in.
Campidoglio vi piace? O cancheri ! voi mi
fareste insuperbire : E ne fate elogj si ina-
gnifìci, che sulla fede di quella irti coni*
parate agli antichi ? Oh questo mi giugne
nuovo ! Ora sappiate, sig. conte mio, che
mi fate ripigliar fìato ; perchè mi è sem-
To: XIIL Aa pr©
loading ...