Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 372
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0380
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SjZ L E T T E R E

pormi poeta, e volle che io lo servissi in
quell’occasione . Consiclerate , signor conte
riveritissimo, in che imbroglio mi trovai al-
lora . Per quanto io dicessi che tutt’altro
sapeva, che far versi ; che ne’miei primi
anni ne avea bensì fatti alcuni, ma pochi ;
e che non avea più avuto fzn d’allora che
far con le muse, non mi potè riuscire di
persuaderlo ; e così demissis auriculis ut
iniquce mentis asellus me ne tornai a ca-
sa maledicendo quest’ incontro , e a me me-
desimo rimproverando la debolezza mia per
non aver resistito quanto bisognava , e fì-
nalmente d’aver ceduto a prendere un sì
fatto impegno . II peggio fu , che non vi
erano che dieci giorni a comporla, accioc-
chè vi fosse tempo di metterla in musica.
Io volli uno stretto segreto che non si sa-
pesse l’autore; e questi poetastri facevano
tutto il possibile di scoprirlo . Vi s’ inge-
gnarono fino quelli di palazzo . Si levò
iinalmente la voce , che l’autore n’era
l’abate Benaglio ; e poichè venne alla lu-
ce, sia per rabbia che costoro , non si sa
poi perchè , hanno contro quel galantuo-
mo, sia perchè la composizione non è buo-

na,
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