Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 374
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0382
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5y4 L E Y T E R E

/7-ssZe e tragico). Ma non bisognava intra-
prendere questo in congiuntura di sì bre-
ve tempo. Yoi sarete stanco di questa mia
sì lunga cicalata. Sappiate per altro che
non sono ciarlone r anzi per natura sono
taciturno, e il più delle volte sembro un
Ti'omo erxvdpGnrós. Yoglio Iasciarvi con un epi-
gramma greco scoperto poehi giorni sono
vicino al castello detto la colonna r dove
credono fosse la villa di M. Aurelio Anto-
nino . Bisogna che vi fosse una biblioteca
posta in luogo opaco per li platani intor-
no ; e che il sasso in cui sono iscritti que-
sti versi alto 5. in 6. piedi e stretto due
palmi e mezzo servisse per segno, che mo-
strasse ove fosse la detta biblioteca. Ecco
l’epigramma .

A\a-0i 'Tcài {itKTxti iepìv \iyt rir’ ùvaacti ss^ut,

Tùs (3i(2Kots Stì^xs ràs Trccpz <rxis ttKvctotvots .

H gàs S'ì tppapùv 7c £v yvimns èvSótS' ipctrvs
E, rsi xtcrcrp rùrov xvctripopLiv .

( Dì che alle muse il bosco è sacro, e addita
Le dotte carte d platani dappresso :

Dì che noi sulL' ingresso

Tregliamo ; e che se mai

Un vero amante cjui s' appressa, pronte

Gli circondiamo d' ellera la fronte ) .

Col
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