Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 383
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0391
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Ìnedite. 585

non vi piace : perchè certaniente vi deve es-
ser raolto , che avrebbe bisogno di iima .
Che diaraine volevate voi che io facessi 5
quando quel signore, obtorto collo, mi ri-
porta strascinando in Parnaso , donde io
rai era partito trentacinque anni in die-
tro? E poi voi sapete bene quanto gli stu-
dj geometrici, ne’ quali ho consumato gran
parte della mia vita, spengano quel fuoco
che accende la fantasia, e quanto sieno
nemici della poesia e dell’eloquenza. Yoi
avete toccato un punto , che mi ha fatto
ridere per la memoria che mi ha richia-
mato delPorrendo smarrimento del compo-
sitor della musica, il quale nel leggere quel
componimento poetico si teneva la testa ,
ed era disperato, e sospirava, e fremeva,
e ne malediceva l’autore. L’ignoranza di
quest’arte ha ridotto la poesia ad essere
ancella alla inusica : e i poetastri hanno
acconsentito ad una sì indegna schiavitù .
Se io avessi avuto tempo, voleva io stesso
mettere la mia poesia in rausica, e forse
Favrei ancora fatto in quella brevità : ma
non conveniva mettere in pericolo la di-
spendiosa festa di quel signore con una no-

vità,
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