Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 389
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0397
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I N E D I T E . 689

conobbi bene essere un vostro cortesissimo
dono . Ho avuto sempre in animo di rin-
graziarvene, ma non veggendo queì libret-
to accompagnato da vostra lettera, ho sup-
posto non esser ancor tempo di recarvi no-
ja ; adesso che pare siate tornato in socie-
tà io vi scrivo, e dicovi che le dette let-
tere mi son piaciute sommaraeate. Cento
volte ho pensato, che se si estinguesse la
nostra lingua , e con lei rimanessero abo-
lite le ngstre consuetudini e maniere, che
teniamo nel vitto , vestito , e in tutto il
culto della vita, quelli che per irapararo
la lingua italiana leggessero ancora i poeti
nostri, come noi per apprendere la latina
leggiamo i poeti romani, non potrebbono
ricavare da’ nostri rìmatori notizia alcuna
nè della nostra religione, nè della manie-
ra che abbiamo presentemente di vivere ;
come al contrario dai poeti latini infìnite
cose si raccolgono appartenenti ai modi
che si tenevano in que’tempi nella religio-
ne, nella poiitica, nel soro, nella vita pri-
vata ec. Yedo che voi siete un poeta sì
fatto , i cui scritti non patiscono questa
eccezione, Yoi ayete per oggetto la natu-

B b 3

ra :
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