Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 392
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8g2 L E T T E R É

si pure in altra mia, che la corte mi fa-
ceva l’occhietto, ma che io non le dava
retta, corae non mi farebbe por mente a’
vezzi di giovane donna nè la mia età, nec
jam spes animi credula mucui. Se la corte
fosse una donna, potrei dire esser giunto
èl mio dolore

■» Qualche soccorso di tardi sospiri « ,
Ma nè la corte invecchia s nè io sono sì
inoltrato nell’età, che non potessi sperare
da lei quaìche altra ventura. T\-la grazie a
Dio ho serapre conosciuto, che si vive più
riposato e tranquillo, neque altum urgendo,
siccome ancora nimiuvi premendo litus ini-
quum; perchè il mio ritiro di ben diciott’
anni mi ha forse pregiudicato. Ma che vo-
3ete ? Qael dolor ex contemptu , qui est
omhium acerrimus, mi avea messo di mal
tiraore, e non ho trovato meglio per dige-
rirlo, che la solitudine dagli uomini, e la
convérsazione coilibri, e vedere chi cam-
pavapiù. Yoi mi comparate al Bembo nel-
lo scrivere, e rni augurate la stessa fortu-
na. Yeggo in questc» i due efletti cleH’amo-
re , il travedere ed il fings; o guel che si
desidera. lo per me sono xtento che

Est
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