Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 396
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L E T T E R E

sia per trovar cosa ohe possa piacervi, que-
sto è un tormento grande pel cervello mio,
e un perdimento di tempo pel seccantissi-
mo ufsizio al quale sono stato novellamen-
te chiamato, verainente irato Deo ; perchè
neppure in carnovale ho un poco di tem-
po da respirare. Io era solito in questi ot-
to giorni ogni anno leggere due comedie
d’Aristofane , quattro di Plauto, e due di
Terenzio, e passar la sera sui Decamero-
ne : e così passava questi otto giorni dati
all’allegrezza, in casa mia da moiti anni
in qua, dopo la perdita di chi mi faceva
cara la vita, perdita,

Che ristorar non può terra, ne ìmpero %

Nè gernma oriental, nè forza d auro .

Adesso non voAio dirvi in che mi sia for-

O

za impiegare iì mio tempo. Io ho fatto un
bel cambio ^pócr&ce uav ( aurea pro ce-
reis). Io non avea mai concepito nell’ani-
mo il vantaggio di Dioraede, ma neppure
Ia sciocchezza di Glaueo . E bisogna fatica-
re in cose inamene, ed ingrate ; e quel
che ti vien comandato , ti bisogna farìo
presto;

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