Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 409
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Inedite. 4°9

La sventura è, che pochissirni ritagli di
tempo ini avanzano ; e di questi gran parte
bisogna darne al riposo della testa o strac-
ca per l’applicazione, o afsaticata dalla sec-
caggine dell’impiego, che giunge qualche
volta a quasi infracidarmi la mente . Non
è credibile quam sim vitce hujus tcedio ene*
ctus ! Non vi è tempo di aprire nn libro
che ti rinfranchi l’animo. Seccature, no-
je , e quel ch’è peggio, brighe cortigiane-
sche . S’aggiunge che mi è bisognato , ri-
chiedendo così la congiuntura, ripigliare
alcuni studj da molti anni da me abban-
donati, ed anco studiar qualche cosa della
quale era afsatto imperito. Io non so dar-
mi per dottore in cosa che io non so. La-
scio questo genere d’impostura agli onni-
scii.

Cur nescire, pudens prave quam discere malo?

Invidio lo stato vostro che fate di voi quel
che vi piace ; avete comode facoltà , ar-
temque fruendi, e potete nella comedia del
mondo fare da spettatore. A noi altri per
campare ci tocca a far da istrioni , e di-
yertir voi e i vostri simili, che ridete al-

le
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