Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 410
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0418
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4*0 L E T T E R *

Je spalle nostre . Sono stato ilno all’ an-
no 1759. il più felice uoino di tutti qui
sunc , quiqae erunt quique fuerunt, quique
futuri sunt posthac ; senza pensieri , tutto
dato a'miei studj ho passato l’età in litte-
rario otio , quo nihil jucundius : ^desso so-
no imbarbarito, imbarazzato, e per la mag-
gior frequenza di vedere uomini, annojato
della maggior cognizione, che sempre più
prendo dell’iniquità loro. Ho trattato grand’
anni le donne. Non 1’ ho trovate della ma-
lignità, che vedo negliuomini. Non ho co-
nosciuto in esse che in un solo articolo
quel che i disgraziati amanti chiamano per-
hdia, e che io più giustamente ho giudi-
cato leggerezza, e natural capriccio del ses-
so. In reliquis ho sperimentato in loro sem-
plicità et sutnmam in amicitia fidem . Sed
hcec suere. Questo resto di vita vedo che
bisognerà che io lo trascorra in scopuloso
mari. Ma chi sa , che io non mi risolva
a pigliar porto . Ma lasciam queste malin-
conie. State sano, e vogliatemi bene.
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