Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 414
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0422
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rae mi ha aggirato la raaledetta fortuna !
V'igente celate, jucundum cum cetas florida-
'ver ageret, non ha voluto saper nulla di
rae . Adesso che lenit albescens animos ca-
pillus sJ è imbizzarrita del fatto raio. Iu som-
ma ella è una capricciosa, ma non però
mai tanto quanto alcuna delle nostre fem-
mine. Io mi fo tirar dove vogliono intan-
to , e procuro per parte mia che si serva-
no di me come d’un bruto istrumento, il
quale nè piglia alcuna parte nell’opera, al-
la quale viene adoperato, e non ne aspet-
ta mercede . Io non mi voglio imbarcare
in isperanze cortigianesche.

Che se non fosse esperìenza molta
De primi asfanni i' sarei preso ed arso,
Tanto piìi, quanto son men verde legno.

E certo io ho veduto, che questi vecchj
sono più soggetti alla inisera ainbizione ,
che non è il giovane schiavo delle passio-
ni amorose . Io sono nulla di meno e sa-
rò sempre debitore di quanto sono alla be-
nignità profusa di nostro Signore , che ul-
troneamente ha steso la mano , e presomi
pe’capelli mi ha tirato fuori dell’oscurità,

nella
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