Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 417
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0425
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Inedité. 4l,7

stato per cutuulo l’ultiraa, che da uno na-
to in Toscana, corne sono io, non può
leggersi senza un lieto raovimento d’ani-
mo. Io per parte mia ve ne fo raille rin-
graziarnenti, e vi dee protestare obbliga-
zione tutta la raia nazione, per essere da
voi sì nobilmente lodata .

Yenendo adesso alle vostre lettere; che
volete che vi dica su tal raateria un pre-
te , il quale sa tutt’altro, che fera mune-
ra Martis ? Ma voi dite , che per un uo-
mo che solamente pratica la guerra , la
milizia è un inestiere ; per un fìlosofo poi
è una scienza. Voglio che questo sia ve-
ro, e affermo ancora con voi che cosl è,,
corae dite ; e conosco adesso che ne sono
da voi avvisato , ch’ ebbe torto Ànnibale
a dichiarar Formione pazzo, perchè dispu-
tò dinanzi a lui grandissirao capitano dell'
arte dellaguerra, dicendo deliros se plures
'vidisse, sed qui magis deliraret quam Phor-
mio vidisse neminem. E non mi piace più
l’assenso, che dà Gicerone ad un tale giu-
dizio di Annibale ; sempre però supponen-
do che Formione avesse disputato bene ;
sopra di che non pare che possa caderna
Toì XIII. D d dub-
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