Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 418
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Litteré

dubbio, poichò Cicerone avrebbe attribui-
to a pazzia Tignoranza di Formione, lad-
dove lo tratta da pazzo per la sola fran-
chezza ai ragionare dei mestiero militare
dinanzi al più gran capitano di quelFetà.
OraFormione, se sapeva l’arte della guer-
ra , ne poteva parlare dinanzi qualunque
gran condottiere d’eserciti senza taccia di
iemerità. Voi dite bene che Newton non
passava le notti attaccato ad un telescopio
come Ticone , e pure ha insegnato agli
astronomi a sar meglio i loro calcoli ; e sin-
golarmente rite crescentem face noctilucam,
laquale, come diceHalley, numerorunysrcB-
na recusat, l’ha soggettata il primo all’astro-
nomia. Tutto questo discorso procede be-
mssimo ; ed ancora un prete potrà bene
discorrere in tattica , quando l’abbia bene
studiata e considerata. Io nongià, che non
ne ho fatto il miniino studio. Ho osservato
bensi nel leggere gli antichi la necessità
che vi è di sapere almen gli elementi di
quella scienza ( che scienza la stimo ) per
ìntendere infiniti passi, che mi riescono af-
fatto oscuri. Io non ho mai disfìdato d’in-
Sendergli una volta ; ma mi è sempre man-

cato
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