Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 13): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-13]

Seite: 423
DOI Seite: 10.11588/diglit.28091#0431
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Inedite» 4a5

» quella de’neraici, perchè quelli dipendo-
w no dai cavalli , e sono perciò non solo
3) di noi , m’ ancora di cadere timorosi .
» Noi poi piantati sulla terra daremo più.
3) gagliardi i colpi se alcun ci si accosti _,
>3 e con maggiore facilità arriveremo chi
3) vorreraocc. E finalmente conclude, 3> che
3) Faver cavallo è un vantaggio per il co-
3) dardo , il quale ha col cavallo più sicu-
33 ra la fuga « . Chiudo il libro sempre più
incantato di quel divino scrittore, gran filo-
sofo , grande istorico, gran politico , gran
generale . Ma come avete pazienza a que-
sto mio modo di scrivere turaultuario e fat-
to all’ impazzata ? Per me è una delizia,
che dopo essere seccato da mille cose, che
niente m’interessano, e poco o niente fan-
no al pubblico , trovo , se animi gratìà
io voglia cianciare, chi mi ascolta. Io va
ne sono assai obbligato . Amico, non c’ è
più carta ; bisogna finir per forza. ì^ale.
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