Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 11
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Inedite» i 1

lei , se debbasi far bnono ua così fatto
rafsinamento ; e se Yirgilio, ricantando le
antiche cronache dell’ agricoltura , potea
dire contro di Augusto alcuna cosa più,
chs egli non avea direttaraente detto in
quei versi della Georgica raedesima :

Et rjualein infelix amisit Mctntua camputn
Pascentetn niveos Jterboso flumine cycnos ;

ovvero in quelli della prima egloga :

Impius hcrc tatn culta novalia miles Jiabebìt?
Barbarus Jias segetes ?

Quanto a me sarei inclinato a credere ,
che le lodi di quegli antichi Romani sieno
state daYirgilio, poeta sceltissimo, lasciate
jaella penna, come cose troppo volgari in
Roma, troppo nelle bocche degli uomini.
Omnia jam vulgata ; cui non dictus Hy~
las P come dice egli medesimo pur nella
Georgica . Dico che sarei inclinato a cre-
der così : il determinarmici sta a lei. Ipse
canas, oro.
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