Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 15
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0023
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Inedite. ]5

■?ie più la non tla lui odorata contrapposi-
zione ?

JDi questo frigio efseniinato eunuco .

Qnal lode di Turno in abbattere un sì
spregevole e spregiato avversario ? chi ben
ravvicina e paragona questi due luoghi s#
avvede, che colà il semiviro , e qui 1 irn-
belle sono una cosa medesima ; col disag-
guaglio che eolà parla Turno accecato dall’
ira , la quale lia corto inteìletto , e qui
Virgil io stesso, che dovea aver altresì ben
più a cuore l’onore d’Augusto, che quello
diTurno. A lei non va a genio l’interpre-
tazione di Lelio Guidiccioni, che Vimbel-
le non altro signifìchi , se non che tale
clivenga a fronte d’Augusto, o, come dico-
no le scuole, in senso non assoluto , ma
comparativo ; alla quale difesa quantunque
io noa sia per dar retta, non per questo
ardirei del tutto disapprov&rla, rislettendo
l’esser permesso a’poeti il chiamar le cose
con fìgurato parlare quali surono per quel>
lo che so.no, e vicendevolmente quello che
sono per quel che furono . Virgilio in mol-
ti luoghi si valse di tal fìgura , come nel

pri-
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