Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 17
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0025
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InEDITE. 1 rj

elel cielo . Siccorne adunque non sarebbe
riprensibile l’aver ascritto agli Etiopi il no-
me d’abbronzati} e quel di nevosi agli Sci-
ti , così nemmen queilo d’imbelli agl’In
di , essendo allora accostumate ie lingue
ad appajarvi tale aggettivo , e gli orecchi
addimesticati ad udirìo con abitudine inos-
servata. Questa medesima assuefazione sarà
stata probabilmente la causa che nessuno
prima di lei n’ abbia sentito sorpresa , e
mostrata diffìcoltà ; e quel ch’ è più , nem»
meno Augusto stesso, cui ne dovea calere
maggiormeute, siasene avveduto quand’ebbe
a udire attentamente leggersi tutrti quattro
i libri della Georgica , lor che ritornato dal-
la battaglia d’Azio si trattenne in Atella ,
o sia sant’Arpino , presente pur Mecenate
il quale sottentrava alla lettura , quando
airasmatico poeta venia ad affìocare la vo-
ce. Ma che? lo stesso a un di presso av-
viene a noi pure leggendo Omero solito
ad ascrivere a Giove l’attributo di con-
grega — nnbi , e di piè--veloce ad Acbil-
ie. Non vi facciaino più caso alcuno uden-
do a chiamarsi velocipede Acbille quand’ei
stà assiso , e aduna—nubi Giove qualora
To: XIY. B a pu-
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