Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 20
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30 LeT'SERE

tandosi che d’ un vocabolo, ma che in fbn->
do coTispira ad ofsender Augusto , Yirgilio
e il buon senso, se non ne resti la macchia
dilavata per modo da non rimanervi alcun’
ombra ed appannamento . Oso dunqae as-
serire ch’essa svanisce appieno sol che con-
sideratamente s’attenda al contesto del ci-
tato passo, e se ne ponderi il giusto valore
delle parole . Aolendo il poeta esaltar l’Ita-
lia per esser madre d’Aagusto , ed Augu-
sto per esser il più prode fra quanti l’Ita-
lia ne diede , smisce l’elogio con questi
due versi :

shii nunc exbremis Asìos jam victor i?i oris
Imbellem avertis Romanis arcibus Indum.

II secondo verso non è quello , su cui s’ap-
poggi la militar gloria attribuitagli , che
tatta va a centreggiare neìl’ anteriore, ov’ei
si qualifìca come il trionfatore dell’Asia
estrema, a cui non era pervenuto ancora
alcun duce romauo , neppure Scipione stes-
so soprannomato l’asiatico. II verso secon-
do è come un’appendice del precedente
che va ad aggiungergli una nuova locle ,
qual è d’aver non solo debellate nemiche

genti
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