Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 25
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0033
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Inedite, z5

no stati dal poeta lascìati nelia penna co-
me troppo universalmente saputi : Chiude
però col dire che il determinarvici avrà a
«dipender da me , adoperando le parole di
Enea con la Sibilla : ipse ccinas , oro . Io
non pretenderò dirle il vero , comè lo si
credea la Sibilla, ina nemmeno com’essa
parlerò in gergo, e con tutta chiarezza ri-
sponderò di noa poter recarmd ad aderire
alla ragmne ch’ella ne adduce . lo reputo
che quaior sia necessario di provare , od
iiìustrare un qualehe assunto, nè ciò far
si possa senza rammentar cose note , sia
rninor taccia queila di ripeterle a chi Je
sa, che di postergarle a scapito del maneg-
giato argomento . Quai v’ha sra noi Veneti,
che non abbia marciti in capo gl’ illustri
noini d’Enrico Dandolo , CarloZeno, Vet-
tor Pisani, Andrea Gritti, Francesco Mo-
rosini ed aìtri eroi sì cari a un tempo a
Nettuno ed a Marte? e pure non sarebbe
da accagionarsi di tradita causa chi avendo
a tessere un elogio deì nautico e ìnilitare
valore de’Viniziani, ii trapassasse sotto si-
lenzio, perchè già cogniti ? Appunto per-
®hè chi legge , od ode gli ha fitti nella me-

moria
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