Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 28
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0036
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s8 L E T T E R E

Virgilio non eraOndio, che dopo la cosa
in pieno discendesse a’ minuti particolari.

Nè sa in contrario che nel sesto delT
Eneida si ricordi Fabbrizio e Serrano, poi-
chè mostrandosi ivi come in pittoresca
prospettiva dal padre Anchise al fìglio la
futura serie delia discendenza di lui , era
mestieri di particolareggiare, additaadone
ad una ad una quell’anime, che compiuto
il prestabilito giro degli anni , tornar do-
veano dagli Elisj in sulia terra sott’ altro
nome ed aspetto ,* e per toglierne la stuc-
chevolezza dell’uniformità vi dà risalto e
vaghezza con quella rapida pennellata di
Fabbrizio, che ricco del poco rifìuta l’oro
ofseritogli da’ Sanniti, e di Serrano atteg»
giato a seminar grano nel solcato suo cam-
piceilo .

Sia per altro detto con buona pace , a
che annoverarne alcuni soltanto, se tutti
a que’tempi erano campagnuoli ; non v’era-
no altre ricchezze, che greggi e biade ; non
si rivedea lacittà, che ad ogni nono gior-
no , ond’ è che i ministri o santi pubblici
con ben verace etimologia appeilavansi via-
tori, correr dovendo qua e là per le ville

a re-
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