Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 51
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Ikedite. 51

dietro alle cose nostre, per non far paro*
le clella dimora cli’ egli fece fra noi . E
veramente egìi pare, che per iscriyere nel-
le lingue tuttavia viventi uno abbia meno
disfìcoltà e più ajuti, che non ne ha nel-
le morte. Diversi sono i climi, egli è il
vero, diversi i governi; ma la religione e
gli studj sono csuasi gli stessi, nè ci è tan-
ta disuguaglianza tra le grandezze degbim-
perj di oggidì . Inoltre egli è pur neììe
bocche degil uomini quel linguaggio che
altri di scrivere intende , benchè non suo
proprió naturale; e si ha fìnalmente a chi
ricorrere per correzìone : laddove ìa edu*
cazione, per esempio, cle'Romani disferiva
tanto dalla nostra, quanto la religione e
quanto quell’imperio superasse in potenza
i regni del tempo presente, è cosa troppo
volgare. Di qui viene la rnaestà e la ener-
gia del linguaggio cli quel popoìo re ; alle
quali gli è quasi cosi malagevole a noi di
aggiungere , come sarebbe a’passerotti d9
imitare il volo deìl’aquila. E se ancbe il
potessimo , troppo male starebbono accop-
piate insieme la maestà di Livio con la
storia delie nostre guerre, o la solennità 3

D z dirè
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