Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 52
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0060
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5z L e r -r i ix r,

dirò così, de’rcstri latini con, gli argoraenti
delìe cause del nostro foro, o con le de-
clamazioni delle nostre catterlre . Che se
pur si potesse in iscrivendo delìe cose no®
stre per latino cogliere in quel giustq mez-
zo , che non disdicesse nè a!Ia gj'randezza
romana , nè alla picciolezza nostra , dov5 è
eoìui che possa con ragione farsi a deci-
dere della Crusca latina? E non avremmo
anzi noi ragione dì dirgli : Or tu chì se ,
che 'vuoi sedere a scranna ?

Ella ha certamente letto quello ingegno-
so dialoghetto di Boileau, dove s’ introdu-
ce colui, che parlando franeese secondo
gramatica sa nondimeno ridere i francesir
e ciò per aver egii appreso queìla lingua
dai libri, corae noi facciamo la latina 3 e
non dalEuso,

Quem penes arbitrium est et jus et norma loquendi,

secondo che dice egli rnedesimo . In quel
dialogo egli usa la parolacsrè, dove si, con-
viene usare quella di viìle ; nouveau, do-
ve neuf, e simili. E ciò fu fatto a rnO"
strare, quanto egli è fuor dell’ordine il
presumere di scrìyere conyenientemente in

una
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