Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 149
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0157
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd14/0157
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
I N E D ì T E . Ìzsg

bomincia da quello che gli è noto;) e il
lettore in contrario ya dalle parole al con-
cettOj in virtu delle quali dee farsègli no-
to lo stesso concetto : e biasimà grande-
itxente il Trissino , corne colui , che cre-
dendosi il più dotto ilomo del mondo ?
dic’ egli , mai non mostrava le cose sue
per consigliarsene con altrui , ma sì per
farle ammirare ; ben lontano dal fare di
Moliere, le cui cose veramente ammirabi-
li egli sottoponeva sino al giudizio dellà
serva di casa, che è passato in psoverbio.
E non crederebb’ella ancora, che fosse tal-
Volta da faf prova di sentire il giudizio di
tale , il cui gusto sia totalmexite oppostò
al tuo? Se uno abbonda, per eseinpio, di
fantasia, se dà nel fiorito , cerchi itn uo-
ino austero, esatto, che faccia le sue de-
lizie del Fior di virtìi, delie vite de’ santì
Padri, che creda il più bell’ esordio del
inondo : ló , fratelli carissimi, ho nomé
Macàrio . In tal modo non vi farà buoni
àe non quei tratti di fantasia, che reggo-
no al martelio del più sensato giudizio, se
non que’ fiori, che sieno per dar frutto »
Gosì il copioso Racine s’ avvenne per sua

K 5 ven-
loading ...